Le Perle Storiche: Charlotte, Princess Royal


Finalmente due giorni di pausa tra un esame e l’altro e quindi che c’è di meglio se non aggiornare le “Perle Storiche”?

Oggi vorrei presentarvi uno dei più grandi What If storici che non troverete mai nei testi di scuola, ma che, personalmente, trovo interessantissimo ed esemplificativo di come, anche nella Storia con la esse maiuscola, a volte basti pochissimo per cambiare il corso degli eventi.


Charlotte Augusta venne al mondo nel 1796, sotto i migliori auspici di questo mondo. Figlia di Giorgio del Galles, era la nipote ed unica erede legittima -dopo il padre- di re Giorgio III: alla morte del padre sarebbe quindi diventata regina.
La sua infanzia venne però funestata dai rapporti non troppo idilliaci tra i suoi genitori, il già citato Giorgio e Carolina di Brunswick: nonostante i due fossero cugini -Giorgio III e la madre di Carolina, Augusta, erano fratelli- arrivarono al matrimonio senza esseri mai conosciuti e addirittura lo sposo ben pensò di presentarsi ubriaco marcio, lasciando intendere a chiunque che sarebbe stata una relazione problematica.
In realtà Giorgio era già sposato con una certa Maria Fitzherbert, ma il matrimonio fu ritenuto non valido e quindi il figliolo ribelle venne probabilmente preso a pedate fino all’altare dai genitori; va da sé che Giorgio fosse profondamente disgustato da Carolina e che i due smisero di condividere il letto subito dopo l’annuncio del concepimento del tanto agoniato erede… che per la disperazione della Corona si rivelò essere un’adorabile, sana e paffuta bambina, Charlotte.

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Charlotte e sua madre Carolina

Nonostante le preghiere e le speranze, altri eredi non arrivarono mai e tra i due i rapporti non fecero che peggiorare. Probabilmente parte della colpa di cotanto odio era da imputare al testamento di Giorgio, che giusto il giorno dopo la nascita della sua “unicogenita” -secondo la linea di successione, unica figlia legittima secondo tutto il resto- venne cambiato, intestando tutti i beni del futuro -e se non fosse stato Principe del Galles, probabilmente anche a breve- defunto alla “prima moglie” Maria. Sai mai che ci fosse andato troppo leggero con la moglie legittima, insomma…
Alla richiesta di Carolina di essere trattata meglio -leggesi “come una persona, balordo ubriacone fedifrago”-, Giorgio le sottrasse la bambina, imponendole di vederla una sola volta al giorno e solo in presenza di balie e governanti per non più di pochi minuti ed escludendola da ogni decisione riguardo all’educazione e la cura di Charlotte; chiaramente diversi membri della servitù non si trovarono particolarmente d’accordo con tale, draconiana misura e quindi non era raro che questi mentissero al Principe, permettendo a sua moglie di passare più tempo, spesso in privato, con la bambina.
Ad un certo punto Carolina, in spregio al marito, trovò il coraggio di organizzare una gita per sé stessa e la figlia a Londra ed il passaggio della loro carrozza venne festeggiato da londinesi applaudenti… tanto per far capire che a ritenere Giorgio un completo coglione non fossero solo genitori, fratelli e moglie, ma anche i suoi futuri sudditi.
Nonostante il porcaio familiare in cui cresceva, Charlotte era una bambina sana, solare, avventurosa, piena di curiosità e un po’ maschiaccio ed era la beniamina del suo Paese, cosa che aveva contribuito a ridare un po’ di lustro alla monarchia inglese, che a quei tempi stava vivendo una lievissima crisi d’immagine -dato che Giorgio non era nemmeno il soggetto peggiore in famiglia, vi lascio immaginare che impressione avesse di loro l’opinione pubblica-; sfortunatamente si rivelò una studentessa indisciplinata, che si applicava solo a ciò che attraeva la sua attenzione e al pianoforte nonostante i grandi piani educativi fatti da suo nonno, che per lei stravedeva e che sperava di farne una delle più grandi Regine della storia, perfettamente in grado di difendere il proprio trono come prima di lei avevano dovuto fare moltissime altre monarche di proprio diritto.
La Charlotte adolescente era nota per le sue maniere candide e dirette, decisamente poco attente all’etichetta e a ciò che ci si aspettava da una giovane donna del suo rango; con l’aggravarsi delle condizioni mentali del nonno, però, manifestò anche un lato malinconico e a tratti depresso. 27973747_1563492313699493_7740580873461695648_n
Addirittura, quando suo padre diventò Principe reggente e abbandonò parzialmente le sue visioni liberali -le stesse che aveva trasmesso alla figlia-, la principessa lo bollò come un traditore e si diede da fare per fare ciò che fanno tutti gli adolescenti: rendere la vita del genitore un dannato inferno, dedicandosi ad una serie di cotte passeggere, tentando di sabotare l’alleanza matrimoniale con Guglielmo d’Orange -l’ennesimo, perché di altri nomi disponibili il giorno del battesimo non ce n’erano- e scappando di casa dopo aver rotto il suo fidanzamento per sposarsi con un anonimo principe tedesco che serviva da tenente nell’esercito russo.
Quando suo padre provò a rinchiuderla per farle capire con le buone che un matrimonio politico con l’erede olandese avrebbe giovato al Regno Unito, infatti, Charlotte scappò di casa e, aiutata da un inconsapevole passante che non l’aveva riconosciuta, riuscì a fermare una carrozza e a farsi portare a casa di sua madre -al momento assente-, dove richiamò praticamente il mondo per farsi consigliare -e mettere il padre alle strette, che si sa che il numero aiuta in questi casi balordi-.
Nel giro di sei mesi Giorgio, completamente logorato e con tutto il partito dei Whig a spalleggiare l’adorata prole, diede la sua benedizione al matrimonio e Charlotte sposò il suo amato Leopoldo -per il quale aveva rischiato 1) una crisi diplomatica di non poco conto e 2) di far impazzire il padre- con una costosissima cerimonia.

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Il matrimonio di Charlotte e Leopoldo.

Il matrimonio ebbe però un tragico epilogo: dopo un primo, traumatico aborto, Charlotte rimase incinta una seconda volta, riuscendo ad arrivare a termine. Dopo un travaglio di tre giorni -prolungato dal rifiuto del medico di usare il forcipe per estrarre il feto, che era rimasto incastrato per via delle considerevoli dimensioni-, la principessa mise al mondo un maschietto nato morto e spirò nel giro di poche ore, alla tenera età di ventun’anni. Leopoldo non poté mai dire addio all’amata moglie: subito dopo la nascita del bambino, dato che Charlotte venne considerata fuori pericolo, gli venne somministrata una massiccia dose di calmanti per farlo dormire e si svegliò solo quando era ormai troppo tardi. Il Paese e la famiglia reale caddero nella disperazione più profonda e persino i sudditi più poveri tentarono di recuperare fasce di tessuto nero per portare il lutto per l’amatissima principessa.
La morte dell’unica erede al trono diede il via ad una corsa disperata contro il tempo per generarne un altro ed evitare la crisi dinastica; i vincitori furono suo zio Edoardo e sua cognata Vittoria -sorella di Leopoldo-, che diciotto mesi dopo la tragica conclusione della breve vita di Charlotte diedero il benvenuto alla loro unica figlia: la piccola, paffuta, sana ed “erculea” -stando alle parole dello stesso Edoardo, che la definì “a pocket Hercules, rather than a pocket Venus”- Drina, meglio nota come la Regina Vittoria del Regno Unito.
Quanto a Leopoldo, lui giocò un ruolo importante nel matrimonio tra Vittoria ed Alberto e non dimenticò mai Charlotte: chiamò la figlia minore come la prima moglie e questa divenne la triste, sfortunata e mentalmente instabile Carlotta del Messico, moglie dell’Imperatore Massimiliano.

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Charlotte del Messico, il cui destino tragico non ha nulla da invidiare a quello della sua omonima, Charlotte del Galless

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