L’omosessualità ci deve piacere per forza? No, ma nemmeno le cazzate…


Ormai lo sapete: ho la lingua più lunga di quella del Diavolo, cosa che mi porta ad essere l’avvocato delle cause perse anche quando, evidentemente, chi c’è dall’altra parte non vuole sentire ragioni/usare il cervello. E che c’è di meglio per una rompipalle testona come me di pagine FB o video su YT pieni di cazzate? Ecco, niente, appunto.

Partiamo dalla premessa che prima o poi strozzo qualche mio amico che condivide cazzate sapendo che poi mi verrà un’ulcera e dovrò per forza ribattere –bastardi, lo so che lo fate di proposito- e che un video che si intitola “L’omosessualità ci deve piacere per forza?” e che viene descritto dicendo “Questa società ti impone di pensarla in un certo modo. Ma vaffanculo, letteralmente.” va preso per quello che è, ossia cazzate del solito fricchettone ignorante –e lo dico a ragion veduta- che ha deciso che fare il ribbbbbelle contro la società e ha scoperto che trattare di un argomento “caldo” fa aumentare le visualizzazioni, mi offre un bel modo per analizzare il problema di fondo del video.

Se poi lo youtuber è Zeb89, tremo, visto che ho letto solo opinioni negative sul suo operato e, probabilmente, so già che mi pentirò di aver cliccato sul link del video.

Iniziamo col dire una cosa: chiunque, in Italia, è libero di esprimere la sua opinione, perché è un diritto sancito dalla Costituzione italiana. Ma –che credevate, che non ci fosse un ma?- lo deve fare a fronte di una corretta informazione ed in modo consono, senza cadere nelle offese e nella calunnie, a maggior ragione quando l’argomento è complesso e molto sentito. Per me poi puoi dire quello che vuoi, ma non aspettarti di essere preso come una persona intelligente o come qualcuno di credibile se dici cazzate come nemmeno il peggior cattobigotto.

Direi di addentrarci nei meandri della follia “perché la follia è buia e piena di terrori” –semicit.- e partiamo subito dal primo dettaglio che salta all’occhio –o all’orecchio-, una premessa fondamentale, almeno per me: l’italiano.

Non sono un’habitué degli youtuber, lo ammetto. Ne ho seguiti parecchi e ne seguo tutt’ora, ma sono pochi quelli che ho salvato in “Iscrizioni” e solo uno è un gamer –gli altri, fondamentalmente, si occupano di cucina che, saltuariamente, tratta temi esterni ai videogame e i creepypasta. Il ragazzo è spagnolo –di Valencia, credo- e vi posso assicurare che, a parte i tipici strafalcioni di chi deve parlare mentre fa qualcosa di impegnativo o inventando sul momento un discorso, parla uno spagnolo più che decente.

Zeb89 no. Seriamente, faccio meno fatica a capire il portoghese parlato e, capiamoci, il portoghese è una brutta bestia, ma l’italiano di Zeb mi suona come una lingua totalmente sconosciuta: certe frasi non hanno davvero senso, la grammatica e la sintassi si sono evidentemente suicidate e, insomma, anche con tutta la buona volontà di questo mondo, non puoi prendere sul serio uno che parla in un modo simile, ma nemmeno un po’. Al massimo posso pensare che sia un ignorante e di sicuro questo non gioca a suo favore.

Dopo questa puntualizzazione, che si aprano seriamente le danze.

N.B.: le seguenti trascrizioni non sono opera mia –se non in rari casi contrassegnati dagli asterischi-, mi sono state gentilmente concesse da aibelldevereux. Ringraziate Aíbell, ragazzi, su.

N.B.#2: questa parte dell’articolo è strutturata tipo telecronaca al momento. Quello che state per leggere è la rielaborazione dei miei appunti presi a caldo, mentre guardavo il video –qui il link-.

L’inizio, in realtà, dice tutto. Il tono accattivante –o che cerca di esserlo- mi fa accapponare la pelle, perché mi ricorda quello dei santoni delle pseudoscienze e sapete che, con la mia lunga esperienza con questa gentaglia, le cazzate ormai le riconosco a pelle.

Il seguito –non sono nemmeno al primo minuto- conferma la mia opinione: cazzate, boria ed ignoranza everywhere. Al momento, soprattutto la seconda.

Alla gente non gli va bene che uno esprime la propria idea sul proprio canale (…) sarà possibile che uno non può dire la propria opinione? Sono affari miei ciò che io penso.

Tralascio di dire che “frocio” è un termine offensivo quanto “negro di merda” per arrivare subito al dunque: la gente è libera di dire ciò che vuole? Certo, liberissima. Finché non commetti un reato o violi la dignità altrui, va benissimo. Vuoi farlo? Fallo. Se però lo fai in pubblico o in un luogo, sia esso reale o virtuale, di facile accesso al pubblico, allora devi anche essere pronto a prenderti le tue responsabilità.

È questo il problema della “libertà di opinione”: la gente è convinta di poter dire ciò che vuole, quando vuole e come vuole senza prendersi le proprie responsabilità perché “eh, ma tanto sono libero di dirlo”. Non è così, per niente: se apri bocca, devi essere disposto ad accettare le conseguenze, sia in negativo che in positivo, a maggior ragione se stai insultando delle persone e se ti poni come personaggio pubblico, esprimendo le tue opinioni su una piattaforma come YouTube, dove chiunque può ascoltare ciò che dici ed esprimersi in modo più o meno educato.

Nessuno ti dice di tacere, ti si dice, semplicemente, di connettere i neuroni prima di parlare e, soprattutto, di avere le spalle larghe, perché è facile fare la fighetta contro il sistema, un po’ meno facile è affrontare il fatto di trovarsi davanti a delle critiche. Ti girano i coglioni perché non sai accettare questa grande verità? Mi dispiace, prima ti ci abitui, meglio è e se pure io ci ho fatto il callo –io, che non sono proprio un tipino zen e chi mi segue/conosce lo sa-, allora c’è qualcosa che non funziona e forse dovresti rivedere i tuoi propositi di fama.

Che mi costringono a fare video su questi argomenti che, se li evitassi, sarebbe più salutare per il mio canale*

Ciccio, capiamoci: non te l’ha ordinato il dottore di fare video sull’omosessualità. L’argomento ti mette a disagio o può ledere alla tua “celebrità”? La soluzione è semplice: ignoralo. Adesso, io capisco che se uno è come me, animato da una lingua lunga come quella del demonio, allora può essere che risulti difficile non mettere il becco in un argomento –ma persino io evito quelli che proprio mi schifano-, ma se davvero sei così a disagio, perché ne parli? Nessuno ti obbliga e se stai cercando di attirarti la simpatia di chi sta guardando, sappi che hai scelto la strategia sbagliata, ossia quella della vittima. Questione di marketing, lad: al 90% rischi di stare sul culo alla gente che, giustamente, si farà la stessa domanda che mi son fatta io.

Arcano svelato: anche Zeb89 ha la lingua lunga. O forse, più che lingua lunga, l’omofobia gli rode il culo –semicit.- e si sa che gli omofobi non solo hanno la coda di paglia, ma hanno la lieve tendenza a pararsi il culo l’uno con l’altro perché, probabilmente, sanno bene che le loro argomentazioni sono fragili e facilmente confutabili.

Oh, sì, perché Zeb89 è un omofobo della miglior specie e sto per dimostrarvelo, se avete la pazienza per lasciarmi arrivare al dunque.

Zeb89, nostro nuovo eroe byroniano, calca di nuovo la mano sulla libertà di espressione nel proprio canale, chiedendo a noi pubblico da casa se sia mai possibile che alla gente non sia concesso di esprimersi sul proprio canale senza che chi guarda il video critichi. Ripeto quello che ho detto sopra: quando apri bocca, per qualsiasi ragione al mondo, chi ascolta ha una reazione. Se Maria avverte Giuseppe di un incendio in corso nella loro abitazione, Giuseppe sarà messo in allarme e scapperà cercando di aver salva la vita; se io mando mia sorella a ciapà i ratt, mia sorella mi dirà di impiccarmi –per andarci leggeri-; se tu dici cazzate, la gente con un grammo di buonsenso contesterà. Mi pare una cosa logica e perfettamente normale, dato che la critica è una delle prerogative di un cervello evoluto come quello umano ed è, fondamentalmente, una delle armi che l’evoluzione ci ha dato per non fare la stessa fine dei dodo.

Evidentemente è logico e naturale solo per me. Che poi mi si voglia dire che certe critiche possono far male, non lo metto assolutamente in dubbio, ma se tu, a tua volta, hai insultato o espresso opinioni errate o in malafede, allora non ti chiedere com’è che ci sia gente che ti vuole rompere le reali terga, piuttosto fatti un esamino di coscienza.

Se a me non mi piacciono due che si inculano o che si leccano […] sono affari miei!*

A parte che “a me mi” non si dice e queste son cose che insegnano alle elementari, ma no, non sono affari tuoi, Zeb89, non nel momento in cui esprimi la tua opinione, espondendoti, dunque, alla libertà altrui di commentare la tua opinione in base alla propria sensibilità e alle conoscenze che si hanno in materia, cosa che sta alla base sia della società, sia della civile convivenza, sia dello stesso diritto di espressione. Non è difficile da capire, su!

Insomma, seriamente: chi cavolo si iscrive su YT per fare il gamer o trattare di argomenti di attualità se poi 1) non ha ben chiaro il concetto di “libertà di manifestazione del pensiero” e 2) in maniera molto presuntuosa fa ben capire che accetta solo critiche negative?! A questo punto disattiva i commenti e tanto di guadagnato, no? O cancellati direttamente! Ma è inutile fare il personaggio pubblico, se poi non sai gestire le contestazioni. Non per dire, ma Mandela è finito in galera per le proprie opinioni, quindi direi che uno youtuber può tranquillamente gestire la gente che gli da contro da dietro uno schermo o mi sbaglio? Che siete, anime troppo sensibili per questo brutto mondo?

Il nostro eroe impavido si lancia poi in paragoni al limite dell’assurdo, mettendo sullo stesso piano un’opinione potenzialmente lesiva verso un gruppo di persone –gli omosessuali- e un’opinione su una sostanza inanimata –le feci-. Wow. Premio Nobel per la letteratura.

No, aspettate, torniamo seri e facciamo un esempio migliore. Chi mi conosce sa che di aspetto sembro tutto, fuori che italiana ed, effettivamente, lo sono solo a metà e nemmeno troppo. Ora, se disgraziatamente io esprimo –cosa già successa, quindi niente condizionali- un’opinione sugli italiani in modo negativo, vi posso assicurare che mi mangiano viva. La stessa cosa succederebbe se esprimessi un’opinione simile, ma sugli etero –cosa che non mi vedrete fare mai-, mentre non accadrebbe parlando di broccoli –e non è del tutto vero-. Perché? Perché esprimere un’opinione basata su ignoranza o luoghi comuni su degli esseri umani è decisamente diverso dal parlare di cose inanimate. Puoi avere tutte le opinioni negative che vuoi, libero di farlo, ma sappi che esiste qualcuno che te le contesterà sempre perché a quel qualcuno può importare della X cosa o categoria umana che stai denigrando. Dai, siamo seri, queste cose accadono per libri, cd, viaggi… vuoi che non succedano quando si parla di persone? Ma dove vivi, a Fantasilandia?

Io non sono religioso (…) tutte le religioni sono stronzate per la gente handicappata che ha paura della vita (…) che sono persone vuote che hanno bisogno del sostegno morale perché siccome nella vita non fanno un cazzo di nulla hanno bisogno della religione

Prima di tutto, mi chiedo che cavolo di premessa sia, visto che questo non è un discorso religioso: omosessualità e religione c’entrano l’una con l’altra come i cavoli a merenda, visto che la prima è competenza dell’etologia umana, dell’antropologia e della sociologia, mentre la seconda della spiritualità. Il fatto che la religione vada poi ad influire sul modo in cui viene recepita l’omosessualità è scandaloso, ma, in ogni caso, questo video non ha le premesse di un discorso su questo tema, quindi perché inserire la religione?

Perché vuoi farci vedere che figone sei, tu che sei ateo? Bravo. Solo che non sei ateo, tu: sei ignorante. Semplicemente ignorante. Il periodo da atea l’ho avuto anch’io, sai? L’ho avuto quando la mia bisnonna, che per me è stata una figura materna nel bene e nel male, è morta. Avevo dodici anni e fu uno shock terribile, perché mi chiedevo cosa avessi fatto di male per essere abbandonata per l’ennesima volta da una persona equiparabile a mia madre e lì ho capito che anche la donna che consideravo realmente tale, mia nonna, prima o poi mi avrebbe lasciata. Ho smesso di credere per un po’, non mi sembrava possibile che esistesse qualcuno o qualcosa oltre questo mondo. Però, sai, la Bibbia, per lo meno, l’avevo letta in gran parte. Negli anni seguenti ho leggiucchiato anche il Corano. E, nonostante le storture che possono avere, li ho trovati affascinanti, addirittura sono arrivata ad avere un salmo che adoro tantissimo, il salmo ventitré: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca. Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni.”

Lo trovo commuovente, esprime una fiducia e un ottimismo quasi infantili, ma è molto toccante e io sono tutto, fuori che cristiana.

Poi ho trovato la mia fede: è labile, sono più una donna di scienza che di superstizioni, ma l’ho trovata. Sono diventata neopagana, ma questo non mi impedisce di stimare cristiani, mussulmani, ebrei, induisti, atei, agnostici e quello che vuoi tu: finché la religione non è fissazione, finché non è un pretesto per farsi la guerra o per commettere mostruosità verso gli altri, finché non annebbia la ragione, allora non c’è niente di male. Un ateo non sente il bisogno di Dio, un cattolico sì e quindi? Cos’è, sei più intelligente tu di chi crede? Non credo. Anzi, nel tuo caso specifico, posso affermare che una drosophila potrebbe batterti a scacchi, quindi immagina te. Atei e credenti di tutte le religioni, finché non si fanno prendere dal fondamentalismo, sono intelligenti allo stesso modo.

La religione non è il surrogato che serve a riempire una vita vuota: è semplicemente credere in qualcosa di più grande di noi. O vorresti dirmi che un missionario in Africa ha una vita così vuota da aver bisogno della religione per riempirla? No, capiamoci, credo che uno che lavori in Paesi come il Mali abbia bisogno di tutto, fuori che di qualcosa per svagarsi dalla noia.

Ergo, non ti sei dimostrato figo, ma solo sciocco e molto superficiale. E no, tranquillo, di atei omofobi il mondo è pieno, quindi non tentare di pararti il culo o farti passare per un illuminato: buonsenso e pensiero razionale o pseudorazionale non vanno sempre a braccetto.

Anche a me i finocchi non è che mi piacciono

Ritorno a dire che “a me mi” non si dice, è un dannato erroraccio grammaticale. Comunque sia, a me non piaci tu, quindi? Non vedo perché dovrei farne una questione di Stato come hai fatto tu, che ti agiti e ti affanni per nulla. Calmati e segui un buon consiglio: prendi una bella bottiglia di vodka e svuotala riflettendo sul fatto che nessuno può stare simpatico a tutto il mondo. Certo che, se, però, questo è a causa dell’orientamento sessuale, si tratta di cattiveria pura.

Perché secondo me, anche il discorso del matrimonio e di adottare i figli tra coppie dello stesso sesso, io non sono d’accordo perché penso che ne risentirebbe l’educazione e la formazione della persona piccola che cresce. Credo che ne risentirebbe negativamente

Ah, ecco, sapevo che sarebbe venuto fuori questo discorso. Allora, mettiamo una cosa in chiaro per tutti gli omofobi in ascolto: a nessuno importa che voi siate d’accordo o no con i matrimoni tra persone dello stesso sesso per il semplice motivo che questi devono essere concessi nel momento stesso in cui si parla di matrimonio –o di unioni civili o come volete chiamarlo-. Il matrimonio, per definizione, è un contratto in cui due persone si impegnano a dare qualcosa per far funzionare un’impresa –perché, fondamentalmente, la famiglia è un’impresa-. Il matrimonio, nello Stato italiano, da poi l’opportunità di accedere a dei diritti che comprendono vari campi, dalla tutela in caso di separazione, a quella del rapporto con i figli o di poterli riconoscere in maniera automatica, alla possibilità di poter assistere il coniuge malato a quella di ereditare in caso di decesso del coniuge, senza contare che, a livello di società, il matrimonio è visto come una garanzia dell’amore tra due persone, delle loro intenzioni serie, ecc… oltre al fatto che si tratta di un rito di passaggio. Ergo, anche gli omosessuali hanno diritto a sposarsi, perché, come cittadini di uno Stato, devono godere delle stesse opportunità che vengono date agli etero a fronte di pari doveri, oppure li si può esentare da questi. Non li facciamo sposare? Benissimo, ma loro non saranno più tenuti a pagare le tasse.

Discorso simile per l’adozione e, più in generale, per l’affido di bambini a coppie omosessuali: della vostra opinione non se ne fa niente nessuno. Nel corso degli anni sociologi e psicologi hanno studiato i tutto sommato numerosi bambini che già vivono con famiglie “arcobaleno”; si tratta di bambini adottati in Paesi che lo consentono o avuti da donatori e madri surrogato o figli biologici di uno dei due genitori. Il risultato è interessante: questi bambini crescono esattamente come gli altri. Non hanno disturbi mentali, non hanno problemi relazionali, non diventano omosessuali in misura maggiore rispetto ai figli di coppie etero. Ancora più stupefacente, però, è il fatto che non ci siano studi che smentiscono tutto ciò. O meglio, ce ne sono alcuni, ma sono stati tutti respinti in quanto incompleti o faziosi e sono stati quasi tutti finanziati da gruppi religiosi o omofobi. Strana la vita, vero?

E no, tranquilli, i bambini non si sentirebbero confusi per la mancanza di una figura materna: la figura materna non è necessariamente né la madre, né la donna. Per chi conosce gli esperimenti di Harlow, risulta subito chiaro cosa sia la “figura materna”, ma visto che non tutti li conoscono, spieghiamo brevemente: la figura materna è rappresentata da quell’individuo che, durante il periodo di sviluppo del bambino, lo accudisce, soddisfacendo non solo i bisogni primari, ma, soprattutto, quelli sociali. Questa figura può essere incarnata sia da un uomo che da una donna, con o senza vincoli di parentela col bambino. Ergo, se un bambino cresce in una famiglia con genitori etero o gay, sposati, single o etero, cambia poco, basta che sia presente almeno un genitore che soddisfi i bisogni sociali e affettivi del pupo. Discorso chiuso.

Quindi, caro Zeb89, puoi avere tutte le opinioni che vuoi, ma, forse, prima di esprimerle pubblicamente –tu e tutti quelli come te- dovresti informarti un attimino e ragionarci sopra. Ha senso esprimere opinioni errate quando è possibile uscire dal campo delle pure astrazioni e farsi un’idea in base a ciò che si è scoperto? No, minimamente. Posso capirlo da un ragazzino o una persona molto anziana, ma da gente tra i sedici e i cinquantacinque anni no.

E quindi affermare “Poi io sono d’accordo che la gente deve essere libera di fare ciò che vuole A CASA PROPRIA” non ha senso. Allora io potrei tranquillamente ribattere che anche tu sei liberissimo di baciare la tua ragazza… ma a casa tua. La sessualità di una persona non è un reato, è una cosa naturale –a meno che non siano presenti patologie e devianze come la pedofilia, che, però, è un altro discorso- e non dovrebbe essere costretta a realizzarsi tra le mura domestiche e basta, altrimenti lo stesso deve valere per gli etero. È lo stesso discorso di prima: pari diritti per pari doveri e visto che questa non è una società divisa in cittadini di serie A e cittadini di serie B –almeno sulla carta-, o tutti hanno gli stessi diritti o non li ha nessuno. È una semplice questione di giustizia.

Ma ciò che segue è ancora meglio… è un terno al lotto… ma che dico! Qua ha sbancato tutte le ruote!

Non mi piacciono la gente che ci prova, perché è successo: la gente, i finocchi che ci provano. Guarda che io ricevo un casino di messaggi di sto genere di genti che a me fa schifo. Abbiate pazienza, che poi lo sanno che non son finocchio non è che devono venire a rompere i coglioni a me. Andate a cercà qualcuno che è più predisposto, non so, qualcuno che indossa la maglietta rosa

Primo pensiero: “okay, abbiamo toccato il fondo. Più giù di così non si può andare.

Secondo pensiero: “ma no, magari era ironico.

Terzo pensiero: “tu sei troppo ottimista, lassie. La fiducia nel prossimo lasciala agli altri.

Eh già, sono troppo ottimista, penso di aver raggiunto livelli di stupidità da damsel in distress. Purtroppo Zeb89 è serio. Troppo per essere preso per un burlone di prima categoria. Voglio volutamente ignorare quel “genti”e la lingua con cui si esprime, perché per il mio cuoricino sarebbe troppo anche se il mio ECG era non buono, ma da manuale e preferisco focalizzarmi sulla vagonata di cazzate dette.

A me non piace la gente che ci prova: sai quanti uomini hanno allungato le mani anche se avevo detto chiaramente che mi facevano schifo? Però dubito che tutti gli uomini siano di questa pasta. Capita che esistano i cafoni e gli irriducibili, purtroppo e sono gente che ha bisogno di vedersi umiliare per bene prima di desistere –contenti loro…-. Però capita anche che chi ci prova non ti conosca e decida di buttarsi. Non vedo cosa ci sia di male… solo il fatto che sono uomini che ci provano con un uomo? Ehmbé? Capita a tutti di dirsi “vabbé, proviamoci, mal che vada mi dice di no e amici come prima”. E quei porci –perché sono tali- che ci provano con le lesbiche subissandole di proposte non indecenti, ma proprio rivoltanti e promettendo di “curarle” con i loro fantasmagorici attributi vanno bene? Presumo di sì, del resto vogliono rotolarsi in qualche letto con una donna, anche se questa è lesbica e magari te l’ha pure detto e ha appena finito di baciare la sua fidanzata. Loro vanno bene, immagino, non ti schifano. Come, forse, non ti schifa chi ci prova con gente già impegnata o fidanzata, basta che siano etero o che ci provino con qualcuno dell’altro sesso più in generale o sbaglio?

Lo vedi questo grandissimo figo di un attore? E' gay.

Lo vedi questo grandissimo figo e genio di un attore meglio noto come Ian McKellen? E’ gay.

Ma è l’ultima frase a fare tombola, completando una combo mortale: il cliché dei gay con la maglietta rosa. Cocco, l’ultimo che ho visto di rosa vestito, oltre che depilato e profumato, era etero. In questo binomio, dunque, c’è qualcosa che non va e per la precisione il fatto che non tutti i gay amino il rosa e che essere omosessuale non significa essere una donna o un uomo mancato, ma solo essere attratto dallo stesso sesso. Mi pare abbastanza chiaro.

Che tu, essendo un signor nessuno, non frega un cazzo quello che hai da dire.*

Non so, per esperienza personale so che quando uno calca così la mano su questi concetti generalmente ha la coda di paglia e cerca di pararsi il culo in maniera abbastanza vigliacca, ma siamo ottimisti, va: voglio credere che non sia così almeno questa volta.

Pure a te dovrebbe fregare un cazzo se a me non piacciono i froci

Invece a me frega e sai perché? Perché ho un utero e un domani potrei partorire un figlio o una figlia omosessuale e non hai idea di cosa potrebbe succedere al primo stronzetto che me lo scherza perché mammina e papino hanno la tua stessa mentalità e hanno contagiato i figli con la loro cattiveria ed ignoranza. Denunce a parte, c’è la possibilità che cavi gli occhi a qualcuno e poi lo costringa a mangiarsi la lingua. Mi frega perché gente di alto spessore come te ha insegnato ai figli a disprezzare gli stranieri e con quella gentaglia, purtroppo, ci ho avuto da che fare e non è piacevole, soprattutto se hai cinque anni. Mi frega, perché gente come te ha insegnato ai figli a perseguitare persone che praticano altre religioni e mi hanno augurato il rogo talmente tante volte che non basterebbe tutta la Schwarzwald per ardermi e l’inferno abbastanza volte da dovermi reincarnare periodicamente da qua al giorno in cui avverrà l’implosione del Sole per accontentarli tutti. Insomma, dopo un po’ di vita così, inizia a fregarti se qualcuno dice cazzate che si ripercuotono sugli altri.

Poi, per motivi religiosi ed altro*

Facciamo notare che, almeno in Italia, la religione predominante è il cattolicesimo romano, che è una religione non proprio gay-friendly. Così, friendly reminder.

Perché mi rode il culo essendo finocchio, no, non mi va bene che uno dica una cosa del genere

Ma’… vorresti dirmi che tutti quelli che hanno commentato erano omosessuali? Dai, guardiamo in faccia la realtà: molti di quelli che l’hanno fatto sono etero come te ed erano infastiditi da una così palese manifestazione di odio per i gay. Anche perché gli omosessuali sono solo il 10% della popolazione mondiale, quindi non potete averli beccati tutti tu ed il tuo amico. Comunque complimenti per il lessico forbito, davvero, sei un oratore che farebbe le scarpe a Cicerone…

Io nel mio canale dico quel cazzo che voglio

Facciamo una prova, allora: un bel video fatto da te pieno di insulti razzisti. Poi io faccio una bella denuncia. Vediamo cosa succede, se puoi davvero dire quello che vuoi o devi rimanere nei limiti della decenza e della legalità. Ti va, Zeb89? Hai le palle per farlo? O sei solamente bravo a fare il vocione nella speranza di pararti il deretano e intimidire gli altri?

Che poi ho visto un video risposta di sta qui, una donna. Allora questa qui fece un video “eh Matteo io lo seguivo (…) però è un falso perché dice ste cose dei finocchi” ma saranno cazzi sua (…) se poi ti blocca il commento fa bene (…)lui sul suo canale dice il cazzo che vuole.

Come ho già ampiamente spiegato sopra, no, non sono solo cazzi suoi nel momento in cui esprime le proprie opinioni in pubblico. E no, non fa bene a bloccare il commento, perché, se questo è nei limiti della legalità e dell’educazione, farlo significa censurare un parere negativo che non si ha le palle di affrontare. In parole povere, sei un codardo di prima categoria e passi automaticamente dalla parte del torto.

Come io, d’altronde, dico quel cazzo che voglio io*

Anche quella donna e la sottoscritta possono dire ciò che vogliamo, chi sei tu per dire che non possiamo farlo? Ah, no, ma aspetta, ora ho capito! Se riguarda voi, allora non si può fare, perché siete anime sensibili che si offendono, ma se riguarda gli altri, magari categorie di persone che odiate, allora tutto è lecito, perché non vi tocca personalmente, non è la vostra realtà a scontare quelle parole, che diventano irreali. “Nulla è realetutto è lecito”, però, vale solo in Assassin’s Creed.

Ma siccome tocca un argomento che a te raschia –è inutile che dici di no, perché tanto non è vero una sega, capito?

Sì, questo è un argomento che mi prende. Te l’ho già detto, ho un utero e potrei avere figli omosessuali, quindi preferirei che la mia prole non dovesse mai vedersi discriminare solo perché è nata programmata per amare gente dello stesso sesso, perché l’idea di tutto ciò che un bambino e poi un ragazzo gay può vivere non solo mi spezza il cuore, ma mi da la certezza che poi finirei dentro per lesioni personali o direttamente per omicidio. Capiscimi, vorrei evitare di scontare una pena detentiva per colpa di un cretino della tua specie.

Mi chiedo una cosa… ma tutti quelli pieni di questo grande amore per i gay e le lesbiche sono così sicuri che un giorno avranno figli etero? E se invece fossero omosessuali? Che fareste? Li fareste sentire un aborto per tutta la loro vita? Li costringereste davvero a scontare una per una le vostre parole? Se c’era una cosa su cui Gesù Cristo aveva ragione è che non bisognerebbe mai fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi stessi. Semplice questione di buonsenso: quanti omofobi amerebbero subire queste discriminazioni e questo odio per il fatto di essere etero? Be’, visto che nessun razzista amerebbe essere discriminato per la propria etnia, direi che probabilmente è così anche per loro.

Fobia viene dalla parola greca che significa paura, ma paura de che? Non è che io ho paura di un sacchetto di immondizia, mi dà fastidio.

Ehm, non per dire, ma questa è la definizione che da la Treccani della parola fobia –in riferimento al suo uso come suffisso-: fobìa [dal gr. –ϕοβα, dal tema di ϕοβομαι «temere»]. – Secondo elemento di nomi composti derivati dal greco o formati modernamente, che significa paura, avversione, ripugnanza, spesso morbosa, verso persone o cose.”

Ecco, Zeb89, prima di fare un’analisi dell’etimologia delle parole, forse sarebbe il caso di saperne il significato e l’uso che ne viene fatto nella lingua italiana. Lo dici tu stesso, no? Gli omosessuali ti fanno schifo, ossia ti ripugnano. Sì, sei omofobo e hai fatto tutto da te.

Comunque complimenti per aver accumunato degli esseri umani all’immondizia, davvero, un applauso a te. Mi ricordi uno che accumunava gli ebrei e gli zingari ai parassiti e un altro che paragonava i Tutsi agli scarafaggi… sì, sei a quei livelli su per giù.

Non so se ho reso bene l’idea, eh, ragazzi

Tranquillo zio, più chiaro –e onesto- di te c’è stato solo Hitler.

Zeb89, la questione che hai tirato in ballo tu non riguarda i gusti personali, riguarda la giustizia ed il benessere di altri esseri umani. Persone che sono già abbastanza perseguitate senza che il primo gamer con manie di grandezza che passa ne parli come se fossero oggetti inanimati cercando inconsciamente di pulirsi la coscienza e dirsi che le proprie opinioni sono fondate.

No, le opinioni di un omofobo, chiunque egli sia, non riguardano solo lui stesso: riguardano tutti. O, per lo meno, tutti coloro che sono abbastanza dotati di cervello da notare la sottile linea di demarcazione tra gusti personali e giustizia: a me potrebbero anche stare antipatici gli zingari –cosa per altro non vera, ma è sempre meglio puntualizzare- eppure non mi passerebbe mai e dico mai per la testa di trattarli come se fossero cose o animali. Sono persone che meritano di essere trattati come tali. E questo vale per te, per me, per loro, per gli omosessuali, per gli atei, per chi cavolo vuoi: chi non fa del male a nessuno non merita di essere trattato come un mostro o una cosa ributtante.

Perché gli unici ad essere ributtanti sono proprio quelli che vogliono parlare ed umiliare gli altri senza assumersi le proprie responsabilità.

 

N.B.: so che il video è vecchio di un anno, ma non sono tanto ottimista da pensare che il soggetto di cui sopra abbia cambiato idee nel frattempo e ho colto l’occasione anche per poter scrivere di omofobia.

 

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